Intervista Lorenzo Minotti

Nel primo appuntamento de “Gli incontri del Fantini Club”, Lorenzo Dallari, giornalista sportivo e editor communication director di Serie A, ha intervistato un grande della storia calcistica italiana.Abbiamo avuto il piacere di ascoltare il dialogo con Lorenzo Minotti, ex calciatore e oggi dirigente sportivo e commentatore.
Come stai Lorenzo?

“Sto bene, diciamo che mi ritengo fortunato, ho un bel giardino dove posso fare i miei lavoretti, di muovermi un po’ stare all’aria aperta. Io sono anche uno che sta molto bene a casa quindi non soffro particolarmente lo stare a casa, quello che preoccupa è la situazione generale. Dobbiamo cominciare a pensare che non sarà così semplice anche la fase due”

Partiamo dalla nazionale. 8 partite, vice-campione del mondo con Sacchi. Non hai sbagliato niente in quelle partite?

“Sono stato perfetto perché non ho mai giocato. A parte la battuta, è l’unica competizione in cui non ho giocato, ma è uno dei ricordi più belli che ho. Il mondiale è il massimo, calcio al massimo livello, ed è qualcosa di veramente speciale”

Parma, 10 anni della tua vita, oltre che tanti trofei cosa ti ha lasciato?

“Parma è stata la tappa più importante della mia carriera e quella che mi ha dato più soddisfazione. Io era militare, e partii dalla caserma perché mi dissero che dovevo andare al calciomercato. Ero convinto di andare a Barletta o a Modena e improvvisamente mi sono trovato in una stanza d’albergo con Ernesto Ceresini e Sogliano il direttore sportivo dell Parma. Era stato da poco esonerato Zeman e per una situazione tecnico tattica cercavano un libero come me. E da li poi non mene sono praticamente più andato. 2 o 3 anni di serie B col Parma che aveva come obiettivo di far crescere dei giovani per poi rivenderli, e invece dopo qualche anno ci siamo trovati in serie A, a giocare da protagonisti”

Hai fatto 29 gol? Un libero che faceva gol?

“Si segnavo abbastanza. Chi mi incontrava mi diceva che mi prendeva al Fantacalcio perché ero un difensore atipico. Sia perché sfruttavo le palle inattive, su corner e punizioni laterali e qualche gol l’ho fatto anche su punizione diretta”

Tutti abbiamo voglia di tornare al mare. Ci torniamo al mare?

“Ci torneremo, già da questa estate, ma dobbiamo metterci in testa che sarà un approccio diverso. Usufruiremo dei servizi in modo diverso. Ma è anche vero che i romagnoli in situazioni di difficoltà sanno tirar fuori sempre il meglio, quindi tutti quelli che gestiscono gli stabilimenti e i ristoranti qualcosa si inventeranno. Chiaro, sarà diverso ma penso che almeno qualche passeggiata, qualche bagno e  poter prendere il sole sarà un grande risultato e sarà bello per tutti”

Qual’ è la gioia più grande che hai provato nella tua carriera?

“Le vittorie, quando sei uno sportivo, ti lasciano sempre qualcosa di unico e inimitabile. E’ ovvio che nella mia carriera, se dovessi fare un’istantanea e fissare un punto della mia carriera direi Wembley, la finale di coppa delle coppe, dove ho fatto anche gol, e il fatto di fare quella scalinata, alzare quella coppa è stato diciamo la realizzazione di un sogno che avevo fin da piccolo e che non pensavo potesse realizzarsi. Li c’erano tutti gli elementi al posto giusto, Wembley era lo stadio più ambito da qualsiasi calciatore, una finale europea, fare gol da capitano. E poi quella sera ci diede anche la dimensione di quello che avevamo fatto, cioè noi 2 o 3 anni prima giocavamo al Tardini di fronte a 4 o 5 mila spettatori, a Wembley c’erano 16 mila parmigiani. Vedere tanta gente che ci aveva seguito fin la ci ha fatto capire che stavamo facendo la storia”

Qual era il valore aggiunto di quel Parma e come poter “migliorare” oggi tutti noi?
 
“Io credo che quella squadra è stato frutto di un lavoro certosino, un gruppo frutto di un lavoro di tanti anni. In Serie A si è aggiunta la competenza e la fiducia, come oggi dobbiamo seguire le autorità competenti e fidarci, in Serie A c’erano grandi procuratori capaci di migliorare e di non stravolgere la squadra, e pian piano aggiungendo giocatori, come Zola, Sensini, Couto e tanti altri, è stato un crescendo continuo grazie ai dirigenti”.

Quanto sei triste a vedere che non si gioca a pallone?
 
“Tanto, non tanto il non vederlo adesso, ma non è scontato che presto ricominceremo a vedere le partite per come siamo abituati a vederle noi, per cui con gli stadi pieni. Quindi per adesso sono molto preoccupato perché dobbiamo cercare di uscire da questa situazione nel modo migliore. Però penso anche che il calcio debba avere rispetto della situazione italiana, ci sono famiglie che hanno perso cari, per cui anche pensare a tornare a festeggiare un gol o una partita non mi sembra consono al momento. Dalle sconfitte e dalle difficoltà bisogna uscire migliori e secondo me il calcio in questa pausa potrebbe rinascere, ridisegnare un futuro. Per il calcio italiano era già prima una situazione complicata e difficile prima del virus”
 
Imperversa Ronaldo sui social in cui fa le addominali, il suo record è 142 in 45 secondi. Tu visto che sei molto allenato quante ne fai in 45 secondi?
 
“Mah, sono allenato ma faccio cose più tranquille. Corro ad andatura lenta, e faccio yoga da 4 o 5 anni. Ho trovato una nuova dimensione con questa disciplina, ti permette di conoscerti meglio e conoscere meglio il tuo corpo, e di stare bene in salute e in forma”

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